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INDICE 1999 I PROGETTI
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Il progetto


Nonostante il Brasile abbia una delle maggiori riserve naturali di alberi ed estese zone di rimboschimento, l’impiego del legno nell’edilizia brasiliana è sinonimo di fragilità, precarietà e arcaicismo, essendo una delle poche risorse economicamente raggiungibili dalla popolazione povera.
Marcelo e Marta Aflalo hanno concepito la propria casa nella città di São Paulo, dove vivono e lavorano, sia come esempio della possibilità di costruire in modo ecologico, sia come rappresentazione di una certa razionalizzazione della costruzione. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione dell’ingegner Hélio Olgade Souza, specializzato in strutture di legno, e dell’industria brasiliana di cellulose e carta Klabin, che da qualche anno svolge ricerche sull’impiego dell’eucalipto in edilizia. Si è dimostrato che l’uso di questa essenza proveniente da piantagioni geneticamente controllate e omogeneizzate è un’alternativa economica e una risorsa rinnovabile estremamentevalida. I vantaggi nella scelta di questo legno sono rappresentati dalla sua crescita veloce, che favorisce il ripopolamento in grande scala, abbattendone il prezzo sul mercato. Le prestazioni dell’eucalyptus grandis sono migliorate dopo alcuni accorgimenti assunti durante la lavorazione: nella prima fase, a distanza di tre giorni dal taglio dell’albero, il tronco viene sezionato per permettere un’essiccazione omogenea, con dimensioni di circa quattro metri e venti, corrispondenti alla massima dimensione che i camion possono trasportare; la seconda tappa è realizzata nelle officine dell’ingegner Olgade Souza dove, oltre a un’ulteriore essiccazione, il legno viene tagliato in assi sta
ndardizzate allo scopo di razionalizzare il montaggio e l’assemblaggio, viste le difficoltà che le caratteristiche topografiche creerebbero alla lavorazione in loco.


Prisma rispettoso
Localizzato nella zona sud di São Paulo, il terreno dove è stata realizzata la villa con una pendenza fino 45 gradi ha determinato la scelta di operare in altezza: un prisma verticale su quattro livelli poggia con leggerezza sulla collina, senza creare squilibri o scompensi con terrapieni o muri di contenimento.
Caratterizzata da una copertura a volta in legno di eucaliptus lamellare, la costruzione di 276 metri quadri è accessibile dalla strada al livello più alto (il quarto), con un ponte in calcestruzzo prefabbricato. Lì si trovano le cisterne, un’officina e le dipendenze per i domestici (36 mq). Il terzo livello (96 mq), ospita il soggiorno, la sala da pranzo a doppia altezza, la cucina e la lavanderia. Al secondo livello si trovano tre camere da letto e i servizi; al primo, che occupa metà della superficie della costruzione, due locali adibiti a ufficio e servizi. Alcuni shafts distribuiti in tutto l’edificio portano gli impianti idraulici ed elettrici.
Le dimensioni della casa sono state stabilite in base alle caratteristiche di taglio e di trasporto del legno grezzo e del suo totale sfruttamento: i procedimenti costruttivi sono stati basati sull’uso di un modulo di 12x12 cm con i suoi multipli e sottomultipli.
I progettisti hanno adottato una struttura tridimensionale a ventaglio in senso longitudinale abbinata a tre portici in senso trasversale: si sono ottenute così luci libere da pilastri di 12x8 metri ognuna, il che ha reso spazi di ampia flessibilità e ottimale fruibilità.


In facciata gli architetti sottolineano la verticalità dell’insieme attraverso il disegno dei pannelli prefabbricati in calcestruzzo cellulare. La scelta di questo materiale per tamponamenti è risultata una valida soluzione tecnica per il peso ridotto, per la velocità di montaggio, per le caratteristiche d’isolamento termico e acustico. I pannelli sono soprattutto serviti a proteggere gran parte della struttura di legno, per risolvere i problemi della insufficiente resistenza e longevità dell’eucaliptus grandis e di brusche variazioni di temperatura. Dove non è stato possibile proteggerla con i pannelli, la struttura è stata ricoperta da tavole di legno di eucalipto, prevedendone una sostituzione periodica. Questa tecnica è impiegata nella costruzione tradizionale dei templi in Giappone assieme a quella di appoggiare i pilastri su basi di calcestruzzo, creando un isolamento all’umidità e una barriera agli insetti.
Pavimenti, infissi, rifiniture e particolari sono stati eseguiti con lo stesso legno, raggiungendo un volume totale nella costruzione di 70 metri cubi. Che avrebbe potuto essere dimezzato con l’impiego di legni nobili, ma il costo sarebbe triplicato.