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INDICE 1999 I PROGETTI
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Il progetto

L’ampliamento della sede del Banco Financiero Internacional dell’Avana (Cuba) rappresenta una felice eccezione in un Paese dove la prassi architettonica si trova da decenni in uno stato di totale incertezza. L’équipe cubana diretta da José Antonio Choy López e costituita da Oscar García Rodrìguez, Julia León Lacher e Teresa María Luís Martín, è riuscita a intervenire su una preesistenza importante senza scadere nella mimesi, ma conferendole un’impronta personale. La costruzione originaria oggetto dell’ampliamento, progettata e costruita nel 1957 dall’architetto cubano Eugenio Batista come succursale della banca americana “The Trust Company of Cuba”, rappresenta un importante esempio del patrimonio architettonico moderno dell’Avana. Si tratta di un basso corpo rettangolare in cemento armato, con un portico di accesso dalle proporzioni classiche e monumentali. L’edificio occupa parzialmente un lotto rettangolare che si affaccia sulla 5a Avenida, l’arteria principale del quartiere Miramar, sede di numerose ambasciate e residenze di lusso. Al momento della costruzione, la succursale impiegava le più moderne tecniche bancarie, disponendo inoltre di una delle prime casse automatiche dell’epoca. La possibilità di accedere in auto a questo rudimentale bancomat ha dato luogo al profilo curvo della facciata posteriore dell’edificio, che guidava la traiettoria dei veicoli.

Ampliamento in altezza
Il programma dell’intervento prevedeva in primo luogo il recupero e riuso dell’edificio originario, restaurandone alcuni elementi e introducendo un mezzanino. L’addizione di ulteriori volumi, che ospitassero la presidenza e la “Casa Matriz” del Banco Financiero Internacional, non ha trovato difficoltà grazie alla possibilità di occupare l’intera area circostante. Tuttavia i progettisti hanno deciso di operare in altezza, lasciando spazio a giardino e parcheggio e rispettando così le complesse relazioni tra area costruita e vuoti e l’originaria vocazione dell’edificio, un volume puro e isolato. Una struttura metallica è stata sovrapposta alla modulazione dei pilastri preesistenti, con l’impiego di solette e coperture dal peso estremamente contenuto. I nuovi pilastri in acciaio riprendono il ritmo dei vani rettangolari del portico, differenziandosene per texture e forma nel rivestimento metallico curvo. I due nuovi livelli rispondono quindi a un linguaggio pienamente contemporaneo, con l’uso di materiali che rimandano alla leggerezza e alla dinamicità: rivestimenti metallici, serramenti di bronzo con vetro siliconato, coperture di rame. L’arretramento rispetto alla linea di facciata del basamento e l’esistenza di coperture a sbalzo creano piacevoli zone d’ombra.
La torre laterale di circolazione contiene l’ascensore, rivestito con doghe di legno come la maggior parte degli ambienti interni, e una scala elicoidale, connettendo la succursale bancaria con gli uffici situati ai piani superiori e stabilendo allo stesso tempo una relazione formale tra il basamento di cemento armato e la consistenza metallica e leggera dei nuovi livelli attraverso l’impiego di entrambi i materiali con differenti modulazioni. Al piano terreno una lunga e aerea pensilina, sospesa mediante tensori e rivestita di rame, protegge ed enfatizza l’accesso ai piani superiori del complesso. Mentre il basamento esistente è simmetrico e ortogonale, le coperture dei due nuovi livelli sono state ruotate rispetto alla linea di facciata, trovandosi esattamente in linea con l’ingresso della torre. L’entrata del pubblico è mantenuta al livello del portico, dove è stata asimmetricamente posizionata una scultura marmorea della cubana Rita Longa.
Nella facciata posteriore, una pelle di vetro leggermente arretrata rispetto al sottostante edificio e ai suoi angoli curvi avvolge i due livelli superiori, differenziandoli decisamente dal massiccio basamento ed evitando qualsiasi mimetismo. I sostegni metallici delle coperture a sbalzo, progressivamente inclinati a ventaglio verso l’esterno, mediano il passaggio tra l’orizzontalità del tetto e la verticalità della vetrata continua, segnata da alte colonne cilindriche uguali a quelle della facciata principale.