QUESTO MESE NEL PROSSIMO NUMERO SPONSOR CANTIERI LE INIZIATIVE
DI COSTRUIRE
INDICE 1999 I PROGETTI
DI COSTRUIRE
| disegni | i progettisti | indice progetti |

Il progetto


A Parigi il confine tra città e periferia, sorta di mura di cinta, si materializza con gli edifici che si affacciano sul viale autostradale, le boulevard périphérique, che circonda la capitale. Ed è proprio lungo questa arteria che, a Porte d’Aubervilliers, una delle quaranta porte che segnano gli accessi urbani, è stato portato a termine un programma di edificazione impostato dall’Atelier Parisien d’Urbanisme (Apur), comprendente 468 abitazioni a basso costo, negozi, posti auto sotterranei e relativa sistemazione paesaggistica.
Il terreno interessato dal programma confina a nord con una cintura di ippocastani che funge da schermo visivo e acustico al viale autostradale e a sud con un altro viale a scorrimento veloce, con una zona di depositi industriali e con la linea ferroviaria: un insieme che tendeva a isolare l’area dalla città. A ovest e a est si trovano invece due realizzazioni nuove costruite dalla municipalità di Parigi nel quadro dello stesso programma di riqualificazione: una piazza corrispondente alla Porte d’Aubervilliers e una scuola inserita in un parco. Nello specifico, il programma prevedeva che il terreno (190x80,5 metri) fosse suddiviso in tre lotti di 50x80,5 metri e che questi fossero progettati ciascuno da uno studio di architettura diverso – Gilles Bouchez, Roland e Marie Schweitzer e Daniel Kahane – tenendo conto della richiesta di costruire sul perimetro e di lasciare all’interno due viali pedonali alberati larghi 20 metri ciascuno.


Gli edifici degli Schweitzer
Il complesso residenziale progettato da Roland Schweitzer e da sua figlia Marie – che con quest’opera subentra nella direzione dello studio – è composto da due edifici con ingresso autonomo, che presentano ampie aperture di passaggio tanto che, guardando la pianta del piano terreno, sembra che i corpi di fabbrica siano addirittura dodici. Unodei due edifici è disposto a U chiudendo il fronte sud e presentandosi così come uno scudo di protezione all’arteria a grande scorrimento. Il complesso è attraversato da una strada perpendicolare ai due viali interni imposti, segnando così una continuità tra tutti gli edifici, i giardini e i due viali. La dinamica trasversale del progetto è sottolineata dalla trasparenza data dalle ampie vetrate che segnano gli spazi al piano terreno destinati al passaggio.
Gli edifici contengono, oltre ad alcuni negozi al piano terreno, 142 abitazioni; quelli di quattro locali hanno affacci opposti – non contigui come quelli di tre locali – e generose estensioni: balconi, logge, terrazzi, giardini invernali. Gli ultimi due piani degli edifici sono destinati ad appartamenti duplex. Ampie aperture vetrate consentono
una penetrazione della luce ottimale.


Le quattro facciate esterne, nonostante siano chiaramente appartenenti a un edificio ad affitto moderato, presentano diverse variazioni compositive determinate sia dall’irregolarità delle facciate – il succedersi di elementi aggettanti e incavati, come balconi e logge chiuse da serramenti, unita all’uso della doppia parete determina una riduzione dei rumori – sia dalla varietà dei materiali di rivestimento e dei componenti (mattoni, grès, calcestruzzo, alluminio, legno).
Sulla facciata lungo il viale autostradale, esposta mediamente alla rumorosità di 40 decibel, sono stati predisposti giardini d’inverno protetti da una doppia pelle di vetro. Le facciate che danno sul giardino interno, essendo liberate dai limiti acustici, hanno larghe aperture che si alternano alle pareti lisce e alle profonde logge.
Per dare vitalità al complesso, gli Schweitzer hanno progettato una piazza alberata centrale e una serie di piccole attenzioni mirate alla sosta e alla socializzazione, come le panchine di granito all’esterno, i rivestimenti e le panche di legno nelle hall al piano terreno.