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INDICE 1999 I PROGETTI
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Il progetto

Se una delle regole d’oro per affrontare il futuro è imparare a economizzare, Georg Marterer ha le carte in regola. I suoi progetti infatti soddisfano gli imperativi al risparmio che i tempi ci impongono non solo dal punto di vista economico, ma anche spaziale, temporale, energetico. La casa monofamiliare costruita alla periferia di Vienna per un importatore di tè dall’Asia – da qui il nome di Teehaus – è minimalista: sorge su un terreno in pendenza di appena 300 metri quadrati, ha una superficie di 150 metri quadrati distribuiti su tre piani, pesa solo cinque tonnellate, ha un costo irrisorio, dispone di impianti a basso consumo energetico. Ed è stata realizzata in sei mesi. Marterer non è nuovo a imprese di questo genere, che, oltre a dover superare una diffidente burocrazia, sollevano ondate di proteste nei quartieri piccolo-borghese nei quali gli capita di lavorare: la sua opera precedente, una “cabina” da week-end in pannelli di legno lamellare, è costata appena tre milioni di lire anche perché l’architetto l’ha montata da solo.
Nel caso della Teehaus la maestranza era composta da due operai che hanno trasportato con un mezzo piccolissimo (la strada di accesso al terreno è ripida e stretta) il materiale edilizio necessario: pannelli di vetro, di legno, di cartongesso, tubolari di acciaio, profili di alluminio. Marterer dichiara di essere sempre stato affascinato dalla varietà di soluzioni strutturali che i materiali offrono e di sfruttarne le possibilità fino ai limiti della sfida, entro un linguaggio architettonico caratterizzato dalla rigida espressione geometrica che tuttavia esprime un senso di leggerezza e trasparenza.

La Teehaus è il luogo del sole e della luce, del relax e della flessibilità. Un attributo quest’ultimo imposto anche dalle circostanze: il terreno sul quale sorge non è di proprietà, ma concesso in affitto dal Comune di Vienna per un numero limitato di anni, alla cui scadenza la costruzione dovrà essere smontata e trasportata in altro luogo.
In facciata, Marterer sottolinea la ripartizione interna in zone pubbliche e private alternando il legno con il vetro. Sui lati sud e ovest i pannelli di legno non sono fissi, ma sostituiti da imposte ribaltabili oppure scorrevoli che all’occorrenza offrono riparo dal sole che entra copioso durante l’anno.
Per superare i problemi di statica e resistenza al vento che il progetto implicava, Marterer, con la collaborazione di Martin Haferl, ha fatto riferimento ai manuali di aviazione alla maniera di Le Corbusier. Una struttura di acciaio a tre piani, con interasse di 242 centimetri, è stata montata sul terreno e, a ogni piano, è attraversata da sbarre di Rodan 2x2 con resistenza al vento di 24 kn (il kn è l’unità di misura della velocità usata nella navigazione aerea e marittima; 1 kn = 1,852 km/h). I pannelli verticali di legno di abete siberiano multistrato, quelli di vetro e le finestre scorrevoli sono agganciati al reticolo portante attraverso morsetti e profili isolanti.
Ogni pannello di vetro è provvisto di tende lamellari di alluminio che schermano il sole e garantiscono la privacy degli spazi interni.
Al finito, le solette interpiano misurano appena 12 centimetri compreso il rivestimento in listoni di parquet di produzione industriale (18 millimetri), che poggia su uno strato di compensato di 22 millimetri. Il tetto, piatto, è coperto da un manto erboso. I profili della costruzione, con le fasce di collegamento con il giardino e il tetto erboso sono stati realizzati in lamiera di zinco e titanio. La scala esterna, che conduce all’ingresso principale in posizione rialzata rispetto al piano terreno (dove sono allocati impianti tecnici, lavanderia e depositi), è di acciaio, fissata superiormente alla struttura portante e inferiormente a un pannello di acciaio affondato nel terreno e indipendente dalla piattaforma di cemento che costituisce le fondazioni.
Anche all’interno permane l’aspetto da architettura industriale: le scale sono di lamiera zincata, le porte scorrevoli, i muri divisori non arrivano mai al soffitto oppure sono sostituiti da grigliati metallici o pareti vetrate, con accorgimenti che dilatano otticamente la superficie a disposizione, in realtà assai limitata: ogni piano infatti misura solo cinquanta metri quadri. Nella zona d’ingresso un grigliato a maglie larghe funge da soffitto così che la luce filtri liberamente dal piano superiore. Come all’esterno, Marterer movimenta il progetto accostando materiali caldi e freddi: a scale e camminamenti metallici si alternano pavimenti di legno di frassino.
Infine, la casa sfrutta l’energia solare per il riscaldamento dell’acqua (i collettori si trovano sul tetto insieme con l’impianto di riscaldamento) e dispone di un sistema autonomo per il riciclaggio dell’acqua.