Le Officine Galileo
Agli inizi del secolo, la campagna intorno a Rifredi è tutto un fervore di nuovi insediamenti industriali. Oltre alle Officine Galileo, operano nell'area sei industrie metallurgiche, quatto chimiche e sei per la lavorazione del legno.
E' tra il 1909 e il 1911 che viene costruito il padiglione M delle macchine utensili delle Officine: una struttura a tredici campate di ferro e vetro sostenuta da pilastrini di ghisa. Tra il 1914 e il 1918 viene poi ampliato il capannone meccanotessile, con una ulteriore struttura intelaiata in cls armato e si costruisce il fabbricato della direzione. Alla vigilia della prima guerra mondiale, l'intero complesso, compresi i laboratori, gli alloggi degli operai e i locali per la mensa, raggiunge un'estensione di oltre tre ettari.
Nel dopoguerra, nonostante la nuova presenza a Rifredi di altre grandi industrie, come Manetti e Roberts, Pignone, Superpila e poi la stessa Fiat, le Officine Galileo rimangono la presenza preminente. Il periodo più importante è quello tra le due guerre, con le grandi commesse per la marina militare, che portano ad un picco di 4.688 unità lavorative nel 1943.
Caratteristica dell'azienda è l'alta qualità dei prodotti, realizzati in modo quasi artigianale da una forza lavoro molto specializzata, ma assolutamente non competitivi in un mercato libero e di massa. Per questo nel secondo dopoguerra le Officine non reggono il confronto coi colossi industriali europei e raggiungono un punto di tracollo produttivo, che porterà allo smantellamento della fabbrica nei primi anni '70. L'azienda vene trasferita e per l'area vien prospettato un uso residenziale. Nel 1981 il Comune decide di salvare da demolizione l'ex padiglione meccanotessile destinandolo a sede del nuovo Centro per l'Arte Contemporanea di Firenze. L'anno seguente la Sovrintendenza ai Monumenti vincola l'area del capannone e i suoi annessi come patrimonio monumentale di archeologia industriale ai sensi della legge 1089 dell'1/6/1939.
Nel 1995 il sindaco di Firenze affida la progettazione al Settore Belle Arti del Comune.
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