IL CANTIERE
"Come impresa siamo fieri di questo lavoro, perché è un'opera di notevoli dimensioni dove occorre una continua attenzione al dettaglio. E' un insieme molto complesso; non ci sono squadri, pareti lisce o piombi; non c'è uno dei più di mille pezzi degli archi che sia uguale all'altro: questa è la complessità che affrontiamo ogni giorno. Poi c'è la soddisfazione di realizzare una grande costruzione meccanica, però fatta con la nostra pietra, che è più compatta di quello che ci saremmo immaginati. In pratica è come se avessimo scoperto il segreto della pietra di Apricena, che assomiglia ad un calcestruzzo fatto ad arte."

Pasquale Ciuffreda (titolare dell'omonima impresa)
"Gestire un cantiere di questo tipo è così coinvolgente che non c'è più tempo per altre cose. Ogni giorno ci confrontiamo con situazioni sempre diverse. Si diventa creativi per forza! Poi c'è il problema di come ricevere i materiali con un accesso difficile e dove posizionarli una volta arrivati. Per lo stoccaggio dobbiamo sfruttare ogni spazio di risulta, compresi i solai che abbiamo già realizzato. Anche i tempi di montaggio degli archi vanno programmati con attenzione. Di solito per i montaggi degli archi incominciamo verso sera e andiamo avanti tutta la notte. In questo modo evitiamo di far passare sopra chi lavora di giorno i maxipezzi di 35 tonnellate di peso."
Gerardi Capocasale (capocantiere, Ciuffreda Costruzioni)
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